Aumentano gli sbarchi di disperati, continuano a morire poveri diavoli che fuggono da guerre e miseria

Circolo Culturale Proletario di Genova

 

 

 

Nuovo naufragio in Libia, muoiono donna e bambino

 

 Red. Int., ROMA, 4.8.2014 “Il Manifesto”

Immigrati. A Ragusa arrestato scafista senegalese

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Un nuovo nau­fra­gio a largo delle coste libi­che ha pro­vo­cato la morte di due per­sone, una donna e un bam­bino che si tro­va­vano a bordo di un bar­cone diretto in Ita­lia. La disgra­zia sarebbe avve­nuto nella notte tra sabato e dome­nica a 50 miglia dalle coste del Paese nor­da­fri­cano. Le unità della marina miliare ita­liana e alcuni mer­can­tili inter­ve­nuti sul posto sono riu­sciti a met­tere in salvo 268 migranti in seguito tra­sfe­riti in un porto della Sici­lia. I corpi delle due vit­time, una donna dell’età appa­rente di 35–40 anni e un bam­bino di 9–10 anni, pro­ba­bil­mente entrambi siriani, sono stati invece por­tati a Porto Palo dal pat­tu­glia­tore d’altura Peluso CP905 della Guar­dia Costiera e poi tra­sfe­riti all’ospedale San Gio­vanni di Dio dove verrà ese­guita l’autopsia. «Con­ti­nuiamo ancora il pie­toso rituale nella ban­china del porto — ha detto il sin­daco, Lillo Firetto, all’arrivo delle salme -. A volte il mare afri­cano resti­tui­sce i poveri resti, sogni spez­zati. Sono oltre ven­ti­mila gli uomini, donne e bam­bini inghiot­titi dal Medi­ter­ra­neo. Una tra­ge­dia senza fine» ha con­cluso il primo cit­ta­dino.
Intanto la squa­dra mobile di Ragusa ha arre­stato un sene­gale con­si­de­rato lo sca­fi­sta del bar­cone a bordo del quale dome­nica sono giunti a Poz­zallo 184 migranti par­titi anch’essi dalla Libia, fra i quali 9 donne ed un minore. «Era­vamo ammas­sati in un fab­bri­cato sor­ve­gliati da libici armati di pistole e fucili», ha rac­con­tato agli agenti uno dei migranti. «Io sono stato pic­chiato più volte, altri sono stati meno for­tu­nati di me. Molte per­sone sono state uccise dai libici che con­ti­nua­mente spa­ra­vano all’interno del fab­bri­cato a volte per spa­ven­tare ma altre col­pi­vano a morte».
Il pre­sunto sca­fi­sta Bafu­viya Daffa, 20 anni, è stato fer­mato con l’accusa di favo­reg­gia­mento dell’immigrazione clan­de­stina. Stando a quanto dichia­rato dai testi­moni, gli orga­niz­za­tori hanno incas­sato 500 dol­lari a pas­seg­gero per un totale di 45.000 dol­lari. «Ho lavo­rato per tre mesi — ha aggiunto il testi­mone — per pagarmi il viag­gio senza per­ce­pire alcun sala­rio. Non saprei dire quale fosse la somma richie­sta per la tra­ver­sata. Il 23 luglio scorso il libico mi ha por­tato a casa sua a Tri­poli dove sono rima­sto un giorno, poi sono stato por­tato in un grosso fab­bri­cato dove c’erano tan­tis­sime per­sone ammas­sate in attesa di essere avviati in Ita­lia. Non c’era pavi­mento. Dor­mi­vamo per terra e ci davano poco cibo una sola volta al giorno e poca acqua, dal sapore sal­ma­stro».
Dell’emergenza immi­gra­zione ieri ha par­lato anche il mini­stro degli Esteri Fede­rica Moghe­rini nel corso di un’audizione al Copa­sir. «Se non ci sarà un governo sta­bile in Libia con il quale rela­zio­narsi per un con­trollo e una gestione razio­nale dei flussi di richie­denti asilo e di migranti, non ci sarà nulla che potremo dav­vero fare», ha spie­gato la tito­lare della Farnesina.